
Archie, la paperella che ti fa crescere (anche quando il codice non gira)
Ogni community tech ha il suo simbolo. Noi abbiamo scelto di non prendere un razzo, un robot o un’icona troppo seria. Abbiamo scelto una paperella.
02/11/2025
12/12/2025

Indicizzare un sito oggi non significa più pensare solo a Google.
Il modo in cui i contenuti vengono scoperti, classificati e riutilizzati sta cambiando rapidamente.
Non esiste più solo la “SEO tradizionale”: oggi convivono tre livelli di indicizzazione che lavorano insieme ma seguono logiche diverse.
La SEO è l’insieme delle pratiche che aiutano un sito a essere compreso e posizionato nei motori di ricerca tradizionali: Google, Bing, Yahoo.
Si basa principalmente su:
👉 È il livello storico dell’indicizzazione.
È l’ottimizzazione per i modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT, Perplexity, Gemini.
Queste AI non mostrano una SERP:
→ riassumono il web
→ estraggono risposte dirette
→ usano fonti autorevoli e ben strutturate
Serve quindi:
👉 Se il tuo contenuto è “machine-friendly”, diventa una fonte per i modelli AI.
È l’evoluzione della SEO per i motori generativi come Perplexity e gli AI Engines emergenti.
Qui non si parla più solo di rank, ma di probabilità che un contenuto venga citato, riassunto o linkato in una risposta generata.
Conta:
👉 La domanda chiave diventa:
“La tua pagina è utile come riferimento in una risposta AI?”
Questa guida raccoglie tutti questi elementi in un formato semplice, diretto e preciso.
La leggibilità viene prima di tutto.
Come organizzare correttamente i titoli:
Perché è fondamentale:
I meta tag sono informazioni nel <head> che spiegano ai motori:
I meta tag classici:
jsxGli Open Graph:
jsxPerché sono importanti:
Le AI vogliono sapere esattamente che tipo di contenuto stanno leggendo.
Esempio in JSON-LD:
jsxStrumenti:
Un sito lento viene penalizzato sia dalla SEO tradizionale che dai motori AI.
Web Vitals principali:

Strumenti:
Google e le AI cercano la stessa cosa: chiarezza.
Regole fondamentali:
Più un contenuto è “riutilizzabile”, più è probabile che le AI lo includano.
È la mappa del sito: aiuta Google e le AI a scoprire ogni pagina rilevante.
Deve essere aggiornata, leggibile e inviata alla Google Search Console.
Il primo file letto dai crawler: indica cosa possono visitare e dove trovare la sitemap.
Una configurazione errata può bloccare l’intero sito.
Piccoli file che migliorano identità, chiarezza e interpretazione del sito:
jsxQuesto file è ancora “unofficial standard”, ma diversi motori AI e startup che operano nel retrieval lo stanno già supportando.
Cos’è?
Un file pensato per indicare agli LLM:
È l’equivalente moderno del robots.txt, ma per le AI.
📄 Esempio di llms.txt
jsxLa sitemap tradizionale va benissimo per i motori di ricerca…
ma per le AI può essere utile una sitemap specifica che contenga:
📄 Esempio di ai-sitemap.xml
jsxPer GEO, funzionano molto meglio:
Le AI apprezzano contenuti che possono ri-assemblare facilmente.
Un sito senza traffico → viene analizzato peggio.
È controintuitivo, ma è così: sia i motori di ricerca che gli AI engines utilizzano il traffico come segnale di:
Più persone visitano una pagina, più Google e le AI la interpretano come un punto di riferimento.
È il motivo per cui due articoli simili, ma con volumi di traffico diversi, possono ottenere risultati completamente diversi nelle SERP e nelle risposte AI.
I social non servono solo a “condividere il link”: portano segnali freschi e costanti.
Il vantaggio del social organico è semplice:
→ ti dà lo slancio iniziale quando Google non ti conosce ancora.
→ aiuta gli AI engines a trovare il contenuto rapidamente.
Un buon contenuto condiviso nel posto giusto può generare più “segnali” in 24 ore che un mese di SEO passiva.
Non servono budget enormi: bastano 5–10€ al giorno per accelerare il ciclo di indicizzazione.
L’effetto non è solo in termini di click. Google e gli AI engines osservano:
Le community sono tra le fonti di traffico più “sane”, perché portano utenti interessati davvero al contenuto.
Le migliori leve:
Perché funziona così bene?
Perché il traffico da community:
È il tipo di traffico che migliora veramente la reputazione di un dominio.
Ottimizzare un sito oggi significa parlare due lingue:
Non servono hack: serve struttura, chiarezza, performance e un minimo di strategia nel far circolare i contenuti.
Una buona SEO è come un buon progetto software: pulito, leggibile e migliorato poco alla volta.
Se vuoi costruire un sito che cresce davvero, inizia da qui: ordina la struttura, misura tutto, scrivi contenuti chiari e porta traffico reale sopra ciò che crei.
👉 Se vuoi monitorare le analytics del tuo sito ma Google Analytics ti sembra troppo complesso, ti consigliamo Umami

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